Ma erano proprio 500.000? Che ne so. Magari di più. Non mi ricordo: ho passato la maggior parte del tempo a pensare "Cosmico", "Peace & Love", "Respira". E a cercare alter ego ai protagonisti. Sì, perchè c'era una specie di Ralph Macchio più brutto (cioè, molto più brutto, ma tanto eh..), che era poi il frocetto tredicenne urlante figlio di Jane Birkin ne "La figlia di un soldato non piange mai" (lei, io quante lacrime). Poi un Willie dei Bradford, o il ricciolino fighetto di Paradise se volete, che è lo stesso. Ma questo molto più figo, cosmico veramente. E per finire (sono pigro, come se non lo sapeste), una tizia splendida che fino a pochi minuti fa definivo sventatamente "la figlia di Meryl Streep", salvo scoprire da fonti più che certe che si tratta veramente della figlia di Dio. Non è meraviglioso? Un trip. Come è un trip rivedere quel tripudio di fango e corpi nudi che quando ero piccolo mi faceva solo inorridire e che grazie al cielo nei decenni successivi non ha fatto che mandarmi in estasi. Corpi normali, magri, grassi, glabri, coi peli, con la barba, coi rotoli, con la pancia, perfetti, scolpiti, con le tette cascanti, a coppa di champagne, a boccia, con gli uccelli, piccoli, grandi, mosci, "perlati come la cupola di un minareto, striati come la coda di un procione". Bellissimi. Corpi che l'estetica in cui sono cresciuto tende a cancellare, e che quarant'anni fa proclamavano orgogliosamente spogliati la propria esistenza. Nel fango, nell'erba, nell'acqua stagnante. Il corpo nudo tempio felice dell'innocenza, e non l'appendiabiti tetro in cui sarebbe stato trasformato appena qualche anno dopo fino ai giorni nostri, marcio tabernacolo di inesistenti peccati e inutili pudori. Take the trip, e porta a casa. E che c'è da dire, oltre a Peace & Love? Che Woodstock è una cosa bellissima, meno male che è stata inventata, e che il solo pensiero che mi fa accettare a malincuore il fatto di non esserci stato è che ora sarei molto più vecchio. Avrei potuto abitare quel mondo, e invece abito questo tempo e questo luogo, anche se meravigliosamente.