mercoledì, 11 novembre 2009
author: Jimmuzzu @ 12:41
category: music, wonderful life, poveri cristi
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La mia intelligenza è tanto sopravvalutata quanto è sottovalutata la potenza di facebook.
mercoledì, 11 novembre 2009
author: Jimmuzzu @ 11:41
category: wonderful life, povere criste
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Si ves el ciervo herido
Que baja por el monte, acelerado
Buscando dolorido
Alivio del mal en un arroyo helado,
Y sediento al cristal se precipita,
No en el alivio en el dolor me imita

Amo questi versi di suor Juana Ines de la Cruz. Vecchia volpe, lei sì che ne sapeva. L'immagine del cerbiatto ferito che si scapicolla nel fiume per cercare sollievo al dolore -ed è più specchio del dolore, che del sollievo- non smetterà di perseguitarmi finchè campo. Tutta colpa di Frida Khalo, che di dolori era un ricettacolo e che, oltre ad essere la fortunata proprietaria di un cerbiatto, a questi versi deve essersi ispirata. Chissà come era venuta in possesso del cerbiatto. Questi sono i misteri che l'arte non svela.
martedì, 10 novembre 2009
author: Jimmuzzu @ 10:19
category: miti, marlene, wonderful life, povere criste
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Così sentenziava Marlene nell'apprendere del conferimento della Legion d'onore a un calciatore. Così ho pensato io l'altra notte guardando una clip di X-Factor in cui ste tre sgallettate ammettevano candide non solo di non conoscere "Human Nature" di Michael Jackson, ma anche di non avere la più pallida idea di chi fosse Marlene Dietrich. Tommassini e la Maionchi facevano sforzi patetici e titanici per illuminarle, ma invano. E' un po' dura dare l'idea di un mito in poche parole, a meno di non essere Cocteau. E poi che cazzo vuoi fare davanti a sta miseria? Sarò anche snob, ma è come trovarsi davanti a un fruttarolo che non sa cosa sia una mela golden. Voglio dire, che non lo sappia il meccanico può anche essere, ma un fruttarolo no. Come si può aspirare all'arte ed essere talmente ignoranti? Ecco, queste forse neanche le fruttarole possono fare, per quel che mi riguarda.
giovedì, 05 novembre 2009
author: Jimmuzzu @ 04:51
category: wonderful life
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Ma si può tornare alle cinque del mattino avendo in testa sta canzone?

martedì, 03 novembre 2009
author: Jimmuzzu @ 12:15
category: memories, film, miti
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Io e Guerre Stellari non ci siamo mai presi. Svariati approcci nel corso di migliaia di anni, ma non ha mai quagliato. Forse ieri ce l'abbiamo fatta, almeno per quel che riguarda il primo capitolo. Che adesso è il quarto. Insomma, quel cazzo che è. Mi rendo sempre più conto che le cose bisogna vederle nel momento in cui esplodono. Se per ragioni anagrafiche ciò è impossibile, si può ripiegare sull'età più adatta (in genere l'adolescenza). Altrimenti è necessario aspettare una congiuntura astrale particolarmente favorevole e incrociare le dita. Mi sono perso il momento d'oro di Guerre Stellari. C'ero, e me ne sono fottuto. Effettivamente permeava ogni cosa, quindi ammiro l'abilità che ho avuto nell'isolarmi il più possibile da questo fenomeno. E' che a me la fantascienza proprio non interessava. Però ora capisco perchè ci tenevo tanto a salire sui dischi volanti, quando in paese arrivavano le giostre. Qualcosa filtrava e si insinuava nella psiche. La Forza, le astronavi, la Morte Nera, tutti quei robottini stupidissimi. Non capivo però l'entusiasmo generale. Sì, Obi-Wan Kenobi mi affascinava. Dart Fener lo amavo e lo temevo. Ma ne avevo una percezione distorta: in fondo uno era un coglionazzo, e l'altro non faceva paura nemmeno a se stesso. Il caso però di travisamento più radicale riguarda la principessa Leila. Leia. Organa. Voglio dire, con un nome così non poteva non affascinarvi. E infatti persino io ero caduto in questa microtrappola inserita all'interno del trappolone. Però mi immaginavo una figura eterea e regale. Dolce ai limiti del mieloso. Invece scopro scioccato che è una stronza isterica che non perde occasione per fulminare chiunque col suo sarcasmo. La spada laser ce l'ha in bocca. Una cagacazzi stellare. In qualche modo mi ricorda certe figure mitiche della mia infanzia che si aggiravano per il paese proprio ai tempi d'oro della trilogia. Ragazze truzzissime che idolatravo perchè erano le prime ad avere la vespa, o perchè portavano lo scompiglio in famiglia conducendo battaglie importanti come rifiutarsi di mangiare il pollo arrosto. Invece Ian Solo e Luke Skywalker sono esattamente come li avevo immaginati: il classico prototipo di maschietto che mi attira per quanto possa essere insopportabile. Sempre ai tempi d'oro della trilogia, ne girava in paese un esemplare perfetto: veniva dall'America, si chiamava Mike, aveva capelli lunghi e lisci color miele, se faceva una cazzata a calcio la liquidava con un altero "è tutto calcolato", ma soprattutto portava pantoloncini corti di raso rosso. Quando era in zona, in genere d'estate, giravo con gli occhi a cuoricino. Mike Skywalker. E' affascinante come di fronte a certe cose non ci siano santi. Quando iniziai a lavorare e mi sentivo più che altro Clark Kent, un tizio in un ufficio pubblico mi apostrofò davanti a tutti con un suadente "Dimmi pure, giovane Skywalker". Mi sembra ancora di sentire la Forza che si impossessava di me e il mio ego che si gonfiava fino ad occupare tutto lo spazio disponibile.

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lunedì, 02 novembre 2009
author: Jimmuzzu @ 19:24
category: miti, poveri cristi
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Mi ha sempre impressionato questo discorso di Moravia. Credo che abbia modellato e condizionato la mia percezione del valore e dell'importanza di Pasolini. La veemenza della sua voce. La rabbia che gli fa mangiare le parole. Quando cammino lungo il portico della morte ci ripenso immancabilmente. Di poeti non ce ne sono tanti nel mondo. Ne nascono tre o quattro soltanto dentro a un secolo. Abbiamo perso un poeta, 34 anni fa. Pasolini è sempre stato un morto per me. Per quasi tre anni ho avuto la fortuna di vivere il suo tempo mentre anche lui era in vita. Troppo poco.

lunedì, 02 novembre 2009
author: Jimmuzzu @ 12:18
category: wonderful life, black dog
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Trasformazioni. Mutazioni. Al buio, nel letto, occhi animali ti spiavano, bambino, da un angolo lontano del soffitto. C'era qualcosa che respirava nel sottoscala, dietro il baule, più nero di un corvo, e neppure quando anni dopo avrebbero sgombrato tutto perchè la nonna ormai era morta, saresti stato tranquillo. Un paese terrorizzato dai mostri, gente insonne dietro le persiane nelle notti estive. L'avevi letto sul giornale, ma papà diceva che i mostri veri hanno due gambe. Bisogna "cristianamente non pensarci". Eppure tu non potevi fare a meno di pensarci. Non puoi tuttora, e così te li attiri in casa, in camera. Mostri apparentemente innocui. A volte anche belli, visti da fuori. Versipelle. Che senza neppure trasformarsi ti mangiano a pezzettini, sorridendo, cominciando dal cuore. Demoni masticatori che hanno finito di divorare il proprio sudario e passano a te. Ululavano per strada e ti tenevano sveglio, un tempo. La mattina a scuola crollavi dal sonno, ma l'alba era una benedizione. Ora ti ululano nella testa, e l'effetto è uguale. Non bastano quattro bicchieri d'assenzio per non sentirli. Non bastano le mani invadenti del ragazzo che ti siede a fianco e ti vuole per sè. Non bastano gli occhi degli altri al bancone e sulle scale. E non basta sentirti dire che sei carino per essere così giovane. L'assenzio. L'aconito. Il fiore fosforescente del lupo. Inutili rimedi. Il male cammina su gambe umane, e non importa che sia notte o sia giorno. Non teme l'argento e neppure l'aglio, anzi li ama. Vola. Si accuccia sul tuo petto e ti ruba il respiro, oppure ti pianta un artiglio sottilissimo nella carne e ne fa distillare lentamente il sangue. Puoi solo voltargli le spalle e distanziarlo, camminando, ma nella notte. Nel buio qualcosa continua a spiarti, sotto lunghe ciglia nere, e sospira.
mercoledì, 28 ottobre 2009
author: Jimmuzzu @ 10:55
category: film, wonderful life
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Ma erano proprio 500.000? Che ne so. Magari di più. Non mi ricordo: ho passato la maggior parte del tempo a pensare "Cosmico", "Peace & Love", "Respira". E a cercare alter ego ai protagonisti. Sì, perchè c'era una specie di Ralph Macchio più brutto (cioè, molto più brutto, ma tanto eh..), che era poi il frocetto tredicenne urlante figlio di Jane Birkin ne "La figlia di un soldato non piange mai" (lei, io quante lacrime). Poi un Willie dei Bradford, o il ricciolino fighetto di Paradise se volete, che è lo stesso. Ma questo molto più figo, cosmico veramente. E per finire (sono pigro, come se non lo sapeste), una tizia splendida che fino a pochi minuti fa definivo sventatamente "la figlia di Meryl Streep", salvo scoprire da fonti più che certe che si tratta veramente della figlia di Dio. Non è meraviglioso? Un trip. Come è un trip rivedere quel tripudio di fango e corpi nudi che quando ero piccolo mi faceva solo inorridire e che grazie al cielo nei decenni successivi non ha fatto che mandarmi in estasi. Corpi normali, magri, grassi,  glabri, coi peli, con la barba, coi rotoli, con la pancia, perfetti, scolpiti, con le tette cascanti, a coppa di champagne, a boccia, con gli uccelli, piccoli, grandi, mosci, "perlati come la cupola di un minareto, striati come la coda di un procione". Bellissimi. Corpi che l'estetica in cui sono cresciuto tende a cancellare, e che quarant'anni fa proclamavano orgogliosamente spogliati la propria esistenza. Nel fango, nell'erba, nell'acqua stagnante. Il corpo nudo tempio felice dell'innocenza, e non l'appendiabiti tetro in cui sarebbe stato trasformato appena qualche anno dopo fino ai giorni nostri, marcio tabernacolo di inesistenti peccati e inutili pudori. Take the trip, e porta a casa. E che c'è da dire, oltre a Peace & Love? Che Woodstock è una cosa bellissima, meno male che è stata inventata, e che il solo pensiero che mi fa accettare a malincuore il fatto di non esserci stato è che ora sarei molto più vecchio. Avrei potuto abitare quel mondo, e invece abito questo tempo e questo luogo, anche se meravigliosamente.
mercoledì, 28 ottobre 2009
author: Jimmuzzu @ 03:03
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Pochi minuti fa erano le due e adesso sono già le tre. Non è meraviglioso? Neanche in una canzone di Manu Chao. Vorrei vedere voi. Chiusi in una stanza d'albergo, anzi in una camera d'hotel, probabilmente a Parigi, con nient'altro da fumare se non qualche marlboro, light oltretutto. E la sigaretta vi strappa pezzi di pelle dal labbro, e il filtro è macchiato di sangue.
 
 
mercoledì, 28 ottobre 2009
author: Jimmuzzu @ 02:46
category: music, wonderful life
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Adesso non sono in grado, ma che importa? Per ora riesco solo a dire che Janis una volta era per me solo un muppet. Ce l'avete avuto un fratello da guardare nei momenti di vuoto e con cui esclamare all'unisono "Ciao, sono Janis!"? Se sì, potete capirmi. E' notte, è tutta colpa dell'alcol e del fumo. Potete capire anche questo. Domani, il resto di ieri. A patto che questo post non si autodistrugga tra 60 secondi.